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4月20日 fiori di bachLA MALATTIA COME STIMOLO DI CAMBIAMENTO
Nessuna malattia ci colpisce a caso.Si manifesta perchè, in qualche modo, non siamo in armonia con noi stessi, con ciò che facciamo, con gli altri. Per questo non esige farmaci e cure, ma sopratutto un cambiamento.Per esempio una banale influenza ci costringe a metterci a letto, a prendere tempo per noi, a pensare;una caviglia slogata ci fa interrompere la nostra corsa quotidiana; il modo in cui ci alimentiamo, le tensioni alle quali siamo sottoposti, l'insoddisfazione a cui non diamo voce, ma che dentro di noi scava cunicoli profondi. Tutto questo non può che farci riflettere. Se una parte di noi ci fa ammalare per indurci a cambiare, forse non è la soluzione migliore tagliare un sintomo con l'accetta, eliminarlo con un intervento chirurgico,o con una cura drastica che toglie il dolore, ma abbassa le difese dell'organismo. Già Bach nei primi decenni del nostro secolo aveva notato che" un paziente guarisce da una malattia, ma poi si riammala per tutta la vita". Come se la malattia fosse un fuoco dentro di noi, simile ad un vulcano mai spento che di tanto in tanto erompe.La sofferenza interiore non può essere ignorata per molto tempo,e più alungo viene tenuta nascosta,più si manifesterà in forma clamorosa. E' opportuno, allora, prestare attenzione ai primi sintomi. Un dolore mestruale non parlerà forse di una femminilità mal vissuta, schiacciata, ingnorata,e che una volta al mese torna a farsi viva con prepotenza?Quella stanchezza strisciante ed immotivata,non sarà l'espressione di una distanza profonda tra quello che si è e quello che si fa? E il senso di vuoto, di solitudine, che opprime sempre un numero maggiore di persone, non vorrà forse dire che siamo sempre più "vuoti di noi stessi"? Crediamo di cercare l'anima gemella e non ci rendiamo conto che stiamo cercando la nostra anima, trascurata nella fretta quotidiana e tacitata da mille preoccupazioni. Ma quanto più il vuoto si riempie di oggetti, di impegni e di persone, tanto piu tempo di noi si allarga, diventa una voragine,ingoia la nostra energia e il nostro entusiasmo. >IL BISOGNO DI ASCOLTO Spesso il sintomo è un pretesto:permette ad un essere umano di andare da un'altra persona per essere ascoltato. L'ascolto è un bene che scarseggia nella nostra società. Chi si rivolge alla medicina alternativa, non lo fa solo perchè "ha provato di tutto", o perchè sa che i preparati naturali hanno meno effetti collaterali di quelli chimici, ma per essere preso in carico come essere umano. Quello che cerca, in realtà, è un modello di vita più coerente, dove ciò che si è, cio che si fa è come si appare, non siamo tanto lontani, perchè è in questa distanza che si allarga il baratro della malattia. Nell'Ottocento, epoca in cui si esaltava il pensiero razionale nacquero la psicoanalisi e l'etnologia. Queste scenze rappresentano l'esigenza dell'uomo di ricercare e ritrovare, nel proprio intimo, l'anima perduta nella concezione meccanicista di quel secolo. Da allora, "la domanda di anima" è cresciuta. Ed è cresciuta anche l'offerta: si va dalle innumerevoli proproste di terapia per la psiche, alla ginnastiche dolci, ai workshop di vario tipo,in cui la promessa, della spiritualita, è sempre malintesa.Ma agire all'estremo per rimettere a posto qualche cosa dentro di noi può funzionare solo in parte. "Dov'è la mia anima?"chide un discepolo al maestro zen. "Dall'altra parte del mondo."risponde il maestro. Per trovare se stessi, bisogna fare il "giro" di se stessi, cercarsi dentro e non fuori. 1月7日 CHE COS'è LA GUARIGIONEGuarire significa diventare consapevoli.Significa allargare le proprie aspettative,smettere di guardare indietro, rimanendo intrappolati nel passato,e vivere nel presente, tenendoci di riserva un sogno per il futuro.
Cambiare l'immagine di noi stessi è il nostro vero compito. Nel corso della nostra vita, abbiamo la possibilità di "morire" e "rinascere" tante volte.E tutto ciò che non è stato "lavorato" in una vita, passa in quella successiva,e poi nell'altra ancora, finchè non possiamo più essere sordi a quella parte di noi che grida con sempre maggior insistenza, reclamando di essere ascoltata,di essere nutrita.
IL RESCUE REMEDY
"FIVE FLOWER REMEDY" ovvero. il rimedio del pronto soccorso Il rescue remedy, conosciuto anche come il 39esimo rimedio, è una combinazione di 5 diverse essenze da prendere nei casi di emergenza, in presenza di uno choc fisico e psicologico. Anche la medicine ufficiale, seppure non in forma ufficiale, riconosce la sua validità,una miscela che può essere usata in tutti i momenti di crisi e choc. le essenze che compongono il rescue remedy sono: CHERRY PLUM contro la paura di perdere il controllo della situazione; CLEMATIS contro lo svenimento IMPATIENS contro l'agitazione ROCK ROSE contro il panico STAR OF BETHLEHEM contro i traumi fisici e mentali Questo rimedio non va considerato come una cura a lungo termine, ma solo come una terapia momentanea.
11月19日 Il potere dei fiori
Bach cerco nei fiori il fattore di riequilibrio che consentisse alle persone di cambiare lentamente il proprio modo di pensare e di sentire. la noia- la paura- la solitudineLA NOIA
La noia non ha a che vedere con la realtà, non dipende dal nostro lavoro ne dalla nostra vita famigliare e nemmeno dalla salute. E' una questione interiore. C'è che è costretto a vivere su una sedia a rotelle, ma trova il modo di riempire ogni attimo della giornata,e chi invece si annoia qualsiasi
cosa faccia. Più che un problema, la noia, è una dimensione esistenziale.
LA PAURA
"Non aver paqura della paura"diceva una bella canzone di John Lennon. La paura è un istinto sano, perchè ci avverte del pericolo. Ma se invece di svolgere questa funzione di difesa, diventa una gabbia,allora è meglio andare a scoprire che cosa il nostro incoscio sta cercando di dirci attraverso il linguaggio della paura. Molto spesso questo sentimento non è che una costruzione mentale: è come una porta chiusa dietro la quale immaginiamo si nasconda chissà che cosa. Poi finalmente un giorno l'apriamo, e ci rendiamo conto che dietro non c'è niente. La paura è una stanza vuota.
LA SOLITUDINE
Spesso il vissuto di solitudine non legato tanto alla mancanza di persone intorno a noi, ma,paradossalmente alla loro presenza. La solutidine, quindi, non dipende dall'assenza dell'altro,ma da una difficoltà di sentirlo vicino: come se dentro di noi ci fosse un vuoto che tiene tutto ai margini, dall'altra parte del mondo rispetto a noi. C'è però, anche la possibilità che la solitudine non sia solo la dimensione del vuoto, ma anche lo spazio della pienezza:non si è mai davvero soli se si è in compagnia di se stessi e del proprio mondo interno. Nondimeno ci sono momenti della vita in cui al vuoto-pieno si sostituisce il vuoto-vuoto. E' il vuoto della crisi, della lunga notte dell'anima, quando ci accorgiamo che la nostra vita non ci va più bene, che noi stessi non ci andiamo più bene. Accettare questo vuoto significa dare spazio alla possibilità, alla crescita, al cambiamento. ![]() 10月19日 I 38 FIORI DI BACHI Fiori di Bach - Le 7 categorie e i 38 rimedi principali Le 38 essenze principali sono state suddivise dal Dr. Bach in 7 categorie, più un rimedio di emergenza, sulla base delle proprietà curative: 1) Per chi ha paura; 2) Per chi è indeciso; 3) Per chi ha perso ogni interesse; 4) Per chi si sente solo; 5) Per chi si sente succube di altre persone o di influenze esterne; 6) Per chi ha perso la speranza; 7) Per chi non riesce a dedicare attenzioni al proprio fisico; Rimedio di emergenza Nella seguente tabella riassuntiva le 38 essenze principali che potrete utilizzare sulla base della corrispondenza a una delle sopracitate categorie con lo stato negativo che volete curare. Nome essenza in inglese e in italiano Stato da curare Categoria di riferimento Agrimony (Agrimonia) Tensioni, stati ansiosi 5 Aspen (Pioppo) Angosce, pene d’amore 1 Beech (Faggio) Eccessiva rigidità, arroganza 7 Centaury (Centaurea Minore) Mancanza di volontà e di personalità 5 Cerato (Piombaggine) Sfiducia nei propri mezzi 2 Cherry Plum (Mirabolano) Mancanza di autocontrollo 1 Chestnut Bud (Gemma di Ippocastano) Scarsa concentrazione 3 Chicory (Cicoria) Tendenza ad autocommiserarsi 7 Clematis (Vitalba) Mancanza di idee e di creatività 3 Crab Apple (Melo selvatico) Rifiuto del proprio aspetto fisico 6 Elm (Olmo Inglese) Inconcludenza, mancanza di fiducia 6 Gentian (Genzianella) Insicurezza, pessimismo 2 Gorse (Ginestrone) Incapacità di affrontare le situazioni 2 Heather (Erika) Solitudine, incomunicabilità 4 Holly (Agrifoglio) Gelosia e stati collerici 5 Honeysuckle (Caprifoglio) Nostalgia del passato 3 Hornbeam (Carpino) Rifiuto della routine quotidiana 2 Impatiens (Non mi toccare) Impazienza, eccessiva frenesia 4 Larch (Larice) Paura di sbagliare, insicurezza 6 Mimulus (Mimolo) Timidezza, mancanza di coraggio 1 Mustard (Senape) Depressione, malinconia 3 Oak (Quercia) Intransigenza 6 Olive (Olivo) Stanchezza fisica e mentale 3 Pine (Pino) Senso di inadeguatezza 6 Red Chestnut (Castagno Rosso) Mancanza di autonomia 1 Rock Rose (Eliantemo) Attacchi di panico, tensioni nervose 1 Scleranthus (Scleranto) Incapacità di prendere decisioni 2 Star of Bethlem (Stella di Betlemme) Eventi traumatici, shock 6 Sweet Chestnut (Castagno Dolce) Infelicità 6 Vervain (Verbena) Tensioni emotive 7 Vine (Vite) Ambizioni smisurate 7 Walnut (Noce) Incapacità di accettare i cambiamenti 5 Water Violet (Violetta d’acqua) Scontrosità 4 White Chestnut (Castagno bianco) Confusione mentale 3 Wild Oat (Forasacco) Scarsa fiducia nei propri mezzi 2 Wild Rose (Rosa Canina) Demotivazione 3 Willow (Salice Giallo) Risentimento verso qualcuno 6 Rock Water (Acqua di sorgente) Rifiuto della propria situazione 8 IL RESCUE REMEDY "FIVE FLOWER REMEDY" ovvero. il rimedio del pronto soccorso Il rescue remedy, conosciuto anche come il 39esimo rimedio, è una combinazione di 5 diverse essenze da prendere nei casi di emergenza, in presenza di uno choc fisico e psicologico. Anche la medicine ufficiale, seppure non in forma ufficiale, riconosce la sua validità,una miscela che può essere usata in tutti i momenti di crisi e choc. le essenze che compongono il rescue remedy sono: CHERRY PLUM contro la paura di perdere il controllo della situazione; CLEMATIS contro lo svenimento IMPATIENS contro l'agitazione ROCK ROSE contro il panico STAR OF BETHLEHEM contro i traumi fisici e mentali Questo rimedio non va considerato come una cura a lungo termine, ma solo come una terapia momentanea. [/list][/list] 9月28日 I fiori di Bach nelle diverse stagioni della vita
9月22日 Guarisco il mio corpoASCOLTO LA MIA ANIMA
GUARISCO IL MIO CORPO
Alla ricerca del benessere perduto.
Equilibrio e salute con la medicina naturale
All'alba del nuovo millennio le grandi scoperte scentifiche e tecnologichedanno alla nostra vita la possibilità di essere molto migliore di quella dei nostri genitori e nonni. Eppure, nonostante il progresso, viviamo peggio, vittime di un sottile disagio che ci consuma dall'interno.
Il mondo in cui viviamo cambia, giorno dopo giorno, a una velocità mai giunta prima, e la nostra mente ha difficoltà a tenere il passo, abituata ai ritmi lenti dell'evoluzione naturale. Facciamo fatica, ma non possiamo avere cedimenti, non possiamo sbandare e nemmeno rallentare.I giornali, la televisione e la pubblicità ci spingono ad essere sempre in forma, belli e vincenti; siamo in tanti a sentirci in difficoltà, ma andiamo avanti lo stesso, facendo finta di nulla.... e intanto quel sottile disagio, quel sussurro che dice "fermati" resta sullo sfondo, ignorato, negato.Libero di crescere e trasformarsi in urlo.
Insonnia, mal di testa, dolori articolari, scompensi cardiaci,gastriti, paure immprovvise, depressioni, esplosione di emozioni non più controllabili: aumentano i "malesseri dell'anima", perchè viviamo emarginando dentro noi tutti i sentimenti che ci rendono massimamente umani: perchè costringiamo il nostro corpo a ritmi devastanti, diete e ginnastiche disumane per aderire a degli ideali irraggiungibili..... e ci dimentichiamo di quello che è veramente importante: il rispetto dei nostri sentimenti e delle nostre emozioni.
Tutto questo ha un costo.Quelle parti di noi che tentiamo di cancellare ci ricordano la loro esistenza attraverso sintomi, fisici o psichici, che sono un campanello d'allarme, un segnale che ci dice:"Basta" non puoi andare avanti cosi"!
![]() Per la maggior parte della gente, la risposta più comune di fronte a questi malesseri, è cercare una bacchetta magica, una pozione pericolosa che risolva tutto, senza impegnarci nella faticosa ricerca interiore delle vere cause del disagio.
Pensiamo che la medicina deve risolvere i nostri problemi con il semplice gesto di ingoiare una pillola, curiamo così il sintomo dimenticando la persona che c'è dietro:ci dimentichiamo di noi stessi, pensando che stare bene significa "funzionare bene", "essere efficienti".
Il rischio è quello del "sepolcro imbiancato": corpi bellissimi ed apparentemente in perfetta forma, ma che perdono il contatto con il proprio intero.
Attenti osservatori hanno gia lanciato l'allarme:"terapie cosmetiche,cosi le chiamano; medicine usate come un rossetto o un fondotinta, per apparire sani, per coprire i sintomi, per far finta che tutto vada bene.
Così, di fronte ad un mal di testa o ad un mal di stomaco, eliminiamo il dolore, e non ci rendiamo conto che quel dolore era un messaggio.... ed il sintomo, zittito, dovrà trovare un altro modo più "rumoroso," x farsi ascoltare.
I sintomi, si eliminano risalendo alle loro cause interne ricostruendo l'intima armonia che è l'unica strada per giungere al vero benessere.
Ma, non aspettatevi miracoli, non si sta seduti ad attendere che la guarigione giunga da sola! Non è questo lo spirito di una medicina che si prende cura del corpo e dell'anima visti come indissolubilmente legati.
Utilizzare la floriterapia significa entrare in un processo dinamico, imparare a chiedersi cosa realmente non funziona nella nostra vita. Cercare il fiore che ci guarisce sinifica anche guardarsi dentro, conoscere noi stessi.
Tutto ciò può apparire difficile, ma è l'unica vera via. Dopo si vive meglio, più sereni veramente sani.
![]() 9月11日 Edward BachLa sua vita la sua ricerca le sue battaglie
Ogni luogo ha i suoi profumi le sue impronte le sue vibrazioni, e il luogo che ci vede nascere lascia un'impronta nella nostra vita.
Edward Bach nacque il 24 settembre 1886 a Moseley, un villaggio immerso nella campagna del Galles in Inghilterra.
La decisione di fare il medico, di dedicarsi alle sofferenze umane fu precocissima. Studiò nella vicina università diBirmingham, si laureò nel 1912 e inizio la sua pratica clinica a Londra. I primi anni di lavoro furono caratterizzati da un grandissimo entusiasmo e dal desiderio, che non l'abbandonò mai più, di sperimentare nuove strade.
Il giovane medico, pensava che la medicina tradizionale fosse troppo meccanica: era incapace di prendere in considerazione l'essere umano nella sua interezza.
l'uomo non è una macchina, con ingranaggi che vanno lubrificati o sostituiti; L'uomo è un essere complesso in cui la mente ed il corpo non possono essere separati. Ogni uomo ha una storia, emozioni, sensazioni sogni e bisogni che non possono essere ingnorati.
Per Bach non c'erano dubbi: quello che andava curato era l'essere umano nella sua complessità.
Dopo un anno di pratica nel reparto chirurgia dell'ospedale dell'UniversityCollege di Londra, Bach decide di passare all'immunologia.
I suoi studi lo portano a scoprire, nello stomaco di alcuni ammalati cronici, un tipo particolare di batteri quasi assenti nello stomaco delle persone sane. Alla fine di questa ricerca riuscì a produrre un vaccino che ebbe degli ottimi risultati. Totalmente preso dagli studi, Bach si curava poco della sua salute.
Nel luglio del 1917,dopo anni di lavoro venne operato d'urgenza. La diagnosi è terribile: gli danno 3 mesi di vita a causa di un tumore gia esteso. Di fronte alla prospettiva di una morte imminente, Bach reagi come qualsiasi essere umano. cadde in una profonda depressione dalla quale riemerse attingendo energie inaspettate. se proprio doveva morire, non c'era più tempo da perdere: aveva cosi tante cose da fare, doveva studiare, sperimentare.
Si buttò capofitto nel lavoro.Trascorsero tre mesi, quattro, cinque.... i suoi colleghi lo guardavano stupefatti.Non solo era ancora vivo,ma le analisi cliniche non lasciavano dubbi, la sua malattia stava regredendo.
Bach scoprì su se stesso che l'energia prodotta da una grande passione era in grado di sconfiggere qualsiasi malanno.
Fu così che quella chesi era presentata come una tragedia divenne un punto di partenza per le nuove ricerche che lo avrebbero portato all'identificazione dei suoi "rimedi":i fiori di Bach,ognuno dei quali mira a restituire energia al corpo ed alla mente.
Le sue intuizioni però non riuscivano a trovare la strada per diventare ricerca sistematizzata, pratica clinica completa.
Fu la lettura di "Organon", di Samuel Hahnemann, uno dei padri fondatori dell'omeopatia. Hahnemann, come Bach, pensava che il paziente visto come persona fosse molto più importante della malattia, inoltre, non usava vaccini, curava con le piante, erbe, metalli,e veleni in dosi infinitesimali.
Grazie all'omeopatia Bach riuscì a sistematizzare le proprie scoperte, arrivando, insieme al collega Paterson, alla preparazione di nuovi vaccini chiamati "nosodi", che ancora oggi hanno una larga applicazione in omeopatia, sopratutto nella cura di alcune malattie croniche.
Fedele all'idea originaria di mettere l'uomo, il paziente al centro della ricerca, cominciò a studiare le caratteristiche comuni nelle persone che avevano bisogno dello stesso vaccino. Ne risultarono sette diversi profili psicologici. Bach cominciò allora a porsi una domanda rivoluzionaria per l'epoca: e se fosse stata l'indole, lo stato d'animo a provacare la malattia?Questa domanda
poneva le basi per i suoi sucessivi studi, quelli che avrebbero portato all'identificazione dei suoi straordinari rimedi. Abbandonò il suo studio medico di Londra per dedicarsi completamente alla ricerca di un nuovo metodo di cura, totalmente incentrato sullo studio dell'animo umano.
Nel 1929 tornò in Galles. I suoi vaccini, i "nosodi", andavano perfezionati:non funzionavano con tutti i, pazienti e talvolta le malattie, dopo un periodo di regressione, si ripresentavano.
Durante le sue passeggiate, immerso nella natura,Bach arrivò a raccogliere ed identificare i primi due rimedi: Mimulus e Impatiens.
Con questi fiori preparò dei nuovi "nosodi".Per la scelta dei pazienti adatti a questa cura,si lasciò guidare dall'intuito, cercando le somiglianze tra pianta e profilo psicologicodel paziente.
Mimulus, un fiore che appare fragile, fu somministrato a pazienti che mostravano timidezza epiccole paure, Impatiens, un fiore impulsivo che proietta lontano i propri semi, fu somministrato a pazienti nervosi e sbrigativi. I risultati furono subito soddisfacenti. La strada era tracciata.
Il periodo successivo,lo vide passare ore e giorni in contemplazione delle piante,nel tentativo di capire i fiori, studiarne tutti gli aspetti e le caratteristiche. Arrivò così all'identificazione dei primi 12 "guaritori", legati a dodici stati d'animo negativi che era neccessario riequilibrare per raggiungere uno stato di salutereale che tenesse conto del corpo e dell'anima.
Il metodo funzionava, ma ancora una volta non con tutti.
Bach decise di approfondire le sue conoscenze dell'animo umano, cercando le mille sfumature possibili che rendono ogni uomo un essere diverso da chiunque altro.
Le emozioni negative fondamentali erano state identificate: la paura, il terrore e il panico,l'attegiamento mentale che porta a torurarsi, a rimuginare,l'indecisione, l'indifferenzao la noia che spingono a non amare più la vita; lo scoramento, l'invadenza, la debolezza e la scarsa stima in se e delle proprie capacità, l'impazienza, la solitudine, l'entusiasmo privo di regole e limiti...
ognuno di questi sentimenti doveva essere ulteriormente analizzato. La paura, ad esempio, poteva essere qualcosa di più preciso:come la morte,o la malattia,ma anche essere vaga indeterminata.
Bach riprese la sua ricerca che si concluse nel 1935 con l'identificazione dei trentotto rimedi che ancora oggi sono la struttura del suo metodo di cura.
Si diede da fare per divulgare cio che aveva scoperto, ma i rappresentanti piu conservatori della classe medica gli procurarono non pochi problemi; per questo egli chiese di essere depennato dall'Ordine dei Medici, dichiarando di voler essere considerato solo un erborista.
Mori il 27 novembre del 1936, nella sua casa di Mount Vernon, nel Sussex: erano trascorsi 19 anni da quella diagnosi, della medicina ufficiale, che gli aveva dato 3 mesi di vita.
Bach lascia un metodo che a distanza di 60 anni continua a diffondersi e svilupparsi,e tre semplici libri:Guarisci te stesso, I dodici guaritori ed altri rimedi, Libera te stesso, che ancora oggi sono in grado di illuminare la nostra vita.
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